"Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli."

Matteo 5: 13

Il brano fa parte della serie di insegnamenti di Gesù conosciuti come il sermone sul monte ed è collocato tra le beatitudini e il rapporto tra il vangelo e la legge antica. L’esposizione degli insegnamenti di Gesù seguono sicuramente un filo logico così come ci vengono presentati da Matteo e anche da Luca. Possiamo quindi comprendere che Gesù stabilisca i fondamenti del suo insegnamento nelle beatitudini, per poi svilupparlo in tutte le sue implicazioni.

Le beatitudini rappresentano quindi il fondamento, il percorso che porta verso lo stato di pace, felicità e appagamento spirituale. Nelle beatitudini si parla di:

  1. Poveri in spirito, ovvero coloro che si riconoscono non autosufficienti rispetto ad una posizione di giustizia e riconoscono con umiltà che senza la grazia di Dio sono in uno stato di perdizione. Gesù inizia il suo messaggio stabilendo che la salvezza è per grazia e che quindi il Regno di Dio è per coloro che si riconoscono bisognosi sul piano spirituale.
  2. Afflitti, a motivo del peccato. Da questo stato di afflizione può scaturire il ravvedimento che conduce alla salvezza. Essi riceveranno consolazione che è il frutto del perdono e della salvezza.
  3. Mansueti, ovvero coloro che non sono arroganti. I mansueti non prevaricano, non si ergono a giudici, ma si sottomettono al giudizio di Dio.
  4. Affamati e assetati di giustizia, coloro cioè che sono alla ricerca della vera giustizia, quella che proviene da Dio, e non cercano di stabilire piuttosto la loro propria giustizia. Questo era il problema dei legalisti farisei che erano concentrati invece a stabilire la loro propria giustizia. “Perché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio” Romani 10:3. Attraverso il messaggio dell’Evangelo saranno saziati.
  5. Misericordiosi, ovvero coloro che riconoscono la misericordia che è stata loro fatta e che non possono che esercitare lo stesso principio anche verso gli altri. Ai misericordiosi misericordia sarà fatta.
  6. Puri di cuore, i quali vedranno Dio. Coloro che hanno la purezza dei bambini. Gesù poco più avanti nel vangelo di Matteo insegnava: “Lasciate stare i bambini e non impeditegli di venire a me, perché il Regno dei cieli è di chi è come loro” Matteo 19: 13-14. 7. Chi si adopera per la pace.
  7. Perseguitati PER MOTIVO DI GIUSTIZIA. La persecuzione può essere una conseguenza del ricercare e tenere alta la giustizia anche a costo dell’impopolarità rispetto ai valori di questo mondo.

Da questa premessa scaturiscono i paragoni che Gesù fa con il sale, la luce, la città sopra un monte. Gesù utilizza la forma verbale dell’indicativo presente “Voi siete il sale e la luce” per stabilire che le persone a cui Gesù si rivolge lo sono già ora e non in un ipotetico futuro. Non possono e non devono fare qualcosa per diventarlo e l’esserlo non dipende da una qualche virtù o qualità particolare. E’ l’azione gratuita di Dio in loro, la prossimità del Regno di Dio e il carattere delle beatitudini che può farli tali. Gesù afferma che i suoi discepoli sono il sale della terra se assimilano la sua Parola lasciandosi guidare dai principi delle beatitudini.

Sono diverse le funzioni del sale a cui Gesù si riferisce con questa immagine:

  1. Serve a dare sapore ai cibi. E’ il simbolo della sapienza. “Ha sale in testa” per indicare una persona saggia oppure ci si riferisce ad una conversazione “senza sale” se è noiosa e priva di contenuto. Paolo esorta a parlare con grazia, condito con sale Colossesi 4:6. I discepoli di Cristo sono chiamati a diffondere nel mondo una saggezza capace di dare sapore e significato alla vita. Chi vive le beatitudini mostra uno stile di vita secondo Dio.
  2. E' usato per conservare gli alimenti e impedire che divengano avariati. Lasciato a se stesso il mondo scivola sempre di più verso il basso. La banalizzazione della sessualità e del matrimonio porta ad enormi sofferenze. Il proprio tornaconto e il vivere per il denaro porta a scompensi sociali, a povertà e a togliere dignità alle persone. L’odio, il razzismo, la violenza e l’ingiustizia fanno precipitare la vita umana verso il basso. Il discepolo è chiamato a lottare contro la corruzione e a non permettere che la società si corrompa portando i veri valori e la vera giustizia.
  3. Serviva a confermare l’inviolabilità dei patti. Secondo la Bibbia quando due stipulavano un patto, spesso veniva detto “alleanza di sale” poiché i contraenti consumavano pane e sale. In questo senso i cristiani testimoniano la fedeltà di Dio e l’inviolabilità dei suoi patti.

La similitudine si conclude con il richiamo a non diventare insipidi. Questo accade se il discepolo non accoglie integralmente l’insegnamento della Parola ma cede a compromessi, aggiunte, modifiche, “ma” e “però” che tentano di ammorbidirne il messaggio, renderlo meno esigente adattandolo al sistema di valori di questo secolo. In questo caso il sale non serve più a nulla, viene gettato e calpestato in quanto nessuno presta più valore e attenzione.

L’immagine della luce aiuta a comprendere meglio il ruolo di testimonianza che abbiamo come discepoli: A cosa serve una lampada che viene nascosta sotto un recipiente? La lampada continua a risplendere ma solo per se stessa. Il discepolo non è chiamato all’isolamento (magari per paura di contaminarsi) ma, attraverso la propria vita, a portare l’insegnamento di Gesù. La luce serve a illuminare, a rendere visibile la verità, la menzogna, la giustizia e l’ingiustizia.

Inoltre, la vita del regno non è questione soltanto di ascolto e visione ma implica assimilazione, nutrimento, interiorizzazione, per poter gustare un nuovo sapore della vita. Il discepolo con la sua vita deve far emergere la bellezza e il sapore delle cose di Dio. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinchè vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.

Ci sembra un compito troppo gravoso?

Le beatitudini ancora una volta ci indicano il percorso che attraverso l’azione di Dio ci permette di essere degni discepoli e testimoni della gloria di Dio. “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.” Efesini 2: 8-10