In 1 Giovanni cap. 4, 7-21 l'autore sacro vuole mettere in evidenza che il nostro rapporto con Dio e tra di noi deve essere caratterizzato in maniera determinante dall'amore.

L'amore però di cui si parla in questo brano non é un amore qualunque che può essere espresso unicamente nell'amicizia, nella solidarietà umana, nella reciproca unione e nell'aiuto altruistico. L'amore che ci viene qui presentato deve essere considerato nella prospettiva e nella sfera dell’azione di Dio, il quale per primo ci ha amati ed ha mandato il Suo Figliolo per essere l'espiazione dei nostri peccati.

"Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli."

Matteo 5: 13

Il brano fa parte della serie di insegnamenti di Gesù conosciuti come il sermone sul monte ed è collocato tra le beatitudini e il rapporto tra il vangelo e la legge antica. L’esposizione degli insegnamenti di Gesù seguono sicuramente un filo logico così come ci vengono presentati da Matteo e anche da Luca. Possiamo quindi comprendere che Gesù stabilisca i fondamenti del suo insegnamento nelle beatitudini, per poi svilupparlo in tutte le sue implicazioni.

In un'epoca in cui si è abituati a classificare e ad etichettare ogni cosa, in cui per forza uno deve essere bianco o rosso o nero o verde, in cui ci si definisce di destra o di sinistra, conservatori o progressisti, laici o clericali, anche la religione non sfugge a questa ferrea legge, a questa implacabile forma mentale per cui ognuno viene inquadrato, incasellato, schedato, secondo le proprie convinzioni e la propria visione della vita.

Chi desidera oggi accostarsi alla Parola di Dio, al messaggio liberatorio di Gesù, ed essere solo e semplicemente un CRISTIANO, un discepolo di Cristo e nient'altro, deve fare i conti con questa mentalità.

Un semplice cristiano oggi, come 2000 anni fa non si distingue dagli altri suoi concittadini perchè indossi una particolare divisa o abbia un distintivo all'occhiello. Si tratta di uomini e donne che vivono, lavorano, soffrono e gioiscono come tutti gli altri, che si alzano alla mattina per recarsi in ufficio e nelle officine, che sono alle prese con tutti i problemi quotidiani che la vita pone ad ognuno di noi: la quadratura del bilancio familiare, le tasse, la casa, l'educazione dei figli, le malattie, la spesa, il lavoro, il bilancio quotidiano, ecc..

L'unica cosa che li distingue dagli altri è la fiducia che essi hanno riposto in Gesù Cristo e soltanto in Lui. Con questa fede nel cuore essi affrontano con serenità  e con una pace interiore ogni avversità  della vita, sicuri che il Signore cammina al loro fianco e non li abbandonerà  mai in quanto è morto per loro quando ancora erano dei peccatori ed è resuscitato indicando un cammino di luce che non avrà  mai fine.

Se ci sono altre cose che li distinguono dagli altri queste sono l'onestà, la sincerità, l'amore per il prossimo, la sottomissione alle autorità, non sono litigiosi, ma cercano di vivere in pace con tutti, pagano le tasse fino all'ultimo euro, non imbrogliano, sono delle persone di cui ci si può fidare in quanto non si approfittano dei più deboli, ma cercano di fare del bene a tutti.

Essi inoltre hanno un'altra caratteristica: non possono tenere soltanto per sè il messaggio d'amore che hanno ricevuto da Cristo, ma sentono la necessità  da far partecipi anche gli altri del tesoro che essi hanno trovato. E' per questo motivo che essi approfittano di ogni occasione per annunziare la parola di Cristo sia come singoli individui, sia come comunità  di credenti, nei posti di lavoro, ai propri vicini, ai parenti e agli amici.

Questo impulso irrefrenabile che li spinge a proclamare la salvezza per mezzo di Cristo a tutti gli uomini è l'impegno prioritario che essi si sono assunti diventando discepoli di Cristo il quale, tornando al Padre, ha lasciato ad essi il Grande Mandato: "Andate per tutto il mondo e predicate l'evangelo (La Buona Notizia) ad ogni creatura" (Marco 16, 15). Questo impulso è lo stesso che spinse Pietro e Giovanni, di fronte all'ingiunzione delle autorità  religiose dell'epoca di stare zitti, ad esclamare: "Giudicate voi, se è giusto davanti a Dio ubbidire a voi, piuttosto che a Dio. Poichè, quanto a noi, non possiamo non parlare delle cose che abbiamo visto e udito" (Atti 4, 19-20).